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Ailée il veliero con le ali

Virginie Hériot

CODICE
MRV 33
EDITORE
Edizioni Mare Verticale
ISBN
9788897173489
EDIZIONE
2015
LINGUA
Italiano
PAGINE
150
FORMATO
145 x 210 mm
RILEGATURA
Brossura
€ 16,00
€ 13,60
"Mai pubblicato in Italia, ecco il primo libro della grande navigatrice francese Virginie Hériot (1890-1932).Ailée è il nome del suo grande veliero. Questo libro prezioso, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1931, contiene le riflessioni e i racconti avventurosi di Virginie Hériot che descrive a cuore aperto il suo amore per il mare, il rispetto e l'ammirazione per i marinai, il dolore per coloro che sono morti in drammatici naufragi.
Esprime la sua forte decisione di abbandonare la vita sulla terraferma per dedicarsi alla navigazione per i mari, dove morirà tragicamente nel 1932.
Una donna eccezionale, romantica e determinata, che vinse molte regate importanti e le Olimpiadi, una donna che ha precorso i tempi, un esempio per le donne skipper dei giorni nostri."
Virginie Hériot nasce a Vésinet il 25 luglio 1890, figlia di Olympe Hériot, proprietario dei Grandi Magazzini del Louvre, e di Cyprienne Dubernet. Nel 1904 partecipa alla sua prima crociera in mare sullo yacht Ketoomba, poi ribattezzato Salvador, appartenente alla madre. Da aprile a giugno fa un giro del Mediterraneo e incontra il comandante Pierre Loti che la ospita a bordo del suo Vautour. È allora che decide di diventare una navigatrice.
Il 2 maggio 1910 sposa il Visconte François Marie Haincque de Saint Senoch nel castello di La Boissière, anch'egli appassionato di mare.
La coppia va in luna di miele sullo yacht Salvator. Hanno un figlio, Hubert, nato il 5 gennaio 1913. Nel 1918 Virginie deve sottoporsi a un grave intervento chirurgico. Nel giugno del 1921 si separa dal marito. Da quel momento è quasi sempre in navigazione e vive poco nel suo appartamento di Parigi, al 54 di Rue de Varenne.
Nel 1912 Virginie Hériot fa costruire la sua prima barca Ailée I con la quale tenta, invano, di vincere la Coppa di Francia che gli inglesi detengono da due anni.
Nel 1921 acquista uno yacht a vapore di 85 metri e di 1492 tonnellate, Finlandia,  poi sostituito da una goletta di 45 metri e 400 tonnellate, chiamata Ailée dove trascorre dieci mesi all'anno.
Fa costruire una serie di barche da regata: Ailée (8m stazza internazionale) e Petite Aile (6 metri stazza internazionale). Nel 1922 la sua barca Ailée II viene battuta dallo yacht Bora a Le Havre.
Nel 1928, ad Amsterdam, a bordo della sua barca Ailée VI vince la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici e la Coppa d'Italia contro Olanda, Italia, Inghilterra, Stati Uniti, Svezia, Norvegia e Argentina. Nel 1929 vince la Coupe de France, la Coppa d'Italia e la Coppa del Re di Spagna. Nel 1931 vince la regata Ryde-Le Havre-Ryde per 9 minuti e 40 secondi nella sfida che la oppone al tre alberi Sonia.
In seguito a queste imprese, è nominata Cavaliere della Legion d'onore.
Il Re Alfonso XIII di Spagna le fa visita a bordo della sua goletta Ailée II e la decora al "Merito navale spagnolo" nel 1930. Il poeta Rabindranath Tagore la soprannomina "Signora del Mare".
Con la sua fama e le sue conferenze in tutto il mondo, Virginie Hériot promuove la nautica da diporto, la qualità del lavoro degli ingegneri e dei cantieri navali francesi, al punto da diventare, come afferma il Ministro della Marina francese, Georges Leyques, una vera " ambasciatrice della Marina francese." Si impegna inoltre in opere filantropiche, sostenendo alcune associazioni nautiche come lo Yacht Club de France, presieduto all'epoca da Jean-Baptiste Charcot.
Dona delle barche chiamate "monotipo Brest" agli allievi dell'Accademia Navale. Pubblica un Portolano con i suoi disegni e le sue poesie.
Nei primi mesi del 1932 rimane gravemente ferita nel corso di una tempesta tra Venezia e la Grecia, ma si rifiuta di interrompere la regata. Alla fine di agosto, durante le regate di Arcachon, sviene a bordo della sua piccola barca a vela Ailée VII, ma prende comunque il via della gara. Colpita da una sincope mentre taglia il traguardo, muore a bordo di Ailée II, il 28 agosto 1932.
Il suo funerale si celebra il 2 settembre a Parigi nella Basilica di Sainte-Clotilde.
Sua madre, incapace di decidersi a calare in mare il corpo della figlia al largo delle coste della Bretagna, come Virginie aveva desiderato, lo fa tumulare nella tomba di famiglia. Nel 1948 il figlio di Virginie, Hubert Hériot rispetterà finalmente le ultime volontà della madre, affondando la sua bara al largo di Brest.

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