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Vincenzo Di Bartolo da Ustica

Salvatore Mazzarella

CODICE
EDV 103
EDITORE
Sellerio editore Palermo
ISBN
9788838904233
EDIZIONE
1987
LINGUA
Italiano
PAGINE
156 ill. a colori
FORMATO
120 x 170 mm
RILEGATURA
Brossura con alette
€ 16,00
EDIZIONE 1987

Circola una diceria sul portolano, il libro in progresso che, descrivendo i porti, guida all'approdo le navi, e ad ogni approdo è rinnovato.
Era il bene più gelosamente custodito dai capitani, come mappa dei porti, ma soprattutto come emblema efficace di potere sui marinai che, senza il portolano e dunque senza chi lo custodiva, non avrebbero avuto certezza di riparo. 
È una diceria che, al di là del suo essere vera, smentisce un'idea del mare come via piana, aperta, uguale: il mare ha sentieri, tratti impervi e tratti invalicabili, e sono le correnti, i venti, le insidie visibili, invisibili e variabili.

Agli albori dell'Ottocento il segreto dei sentieri oceanici era custodito, dalle grandi flotte, come un portolano, a salvaguardia di un potere e di una supremazia. Si può dire che la Sicilia non avesse ancora "scoperto" le Indie Orientali e Occidentali, e fu un uomo ad aprire la via: Vincenzo Di Bartolo da Ustica, di un'isola che aveva la Sicilia a continente, nato su un mare che i greci avevano solcato a vista, fino a qualche anno prima corso dai pirati. 

Questo libro ne narra la storia e le gesta, e ne cerca l'animo complesso.