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Il segno dell'onda

Piero Tassinari e Paolo Rumiz

CODICE
CCE 04
EDITORE
Comunicarte Edizioni
ISBN
9788862870566
EDIZIONE
2010
LINGUA
Italiano e Inglese
PAGINE
160 ill. a colori
FORMATO
270 x 210 mm
RILEGATURA
Brossura
€ 25,00
Moya 2010-1910 The mark of the tide

«Un vecchio yacht in legno dal profilo elegante, di bordo libero basso, con un armo aurico che già negli anni Trenta iniziava ad essere fuori moda, le vele color ruggine e un bompresso lungo quasi un terzo dello scafo.» «Una barca costruita nell’ultimo anno di regno di re Edoardo sulla costa inglese a nord di Blackpool, la stazione balneare alla moda dove Sigmund Freud andava a trascorrere le giornate in spiaggia osservando le stelle marine…» «Una barca che a un secolo di distanza dal varo su una spiaggia del Mare d’Irlanda sarebbe ancora stata a spasso per il Mediterraneo, sopravvissuta al crollo di un impero, a due guerre mondiali, al tramonto di una civilità e di un modo di vivere…» “Una barca che porta in realtà il nome di una ragazza, nata anche lei ad Arnside nel 1910. Una bellezza celtica, gambe lunghe, capelli neri e occhi azzurri.” Cento anni. Nel 2010 si compie il centenario di Moya. Testimone d’eccezione Paolo Rumiz che, con Piero Tassinari, suggerisce un viaggio a ritroso nel tempo e nel mondo delle idee dall’Egeo del 2010 fino al Mare d’Irlanda del 1910, anno in cui Moya fu varata. Grazie all’accurato e appassionato lavoro di ricerca di Piero Tassinari tra dati tecnici e riflessioni intime, attraverso la comunicazione visiva delle immagini d’epoca, fino all’analisi degli arredi, della società del mondo di pescatori e turisti balneari in cui nasce, della progettazione e dei diversi restauri di cui è stata oggetto, il libro propone diversi possibili livelli di lettura. Un libro ricco di documentazione storica con foto di cantiere, regate e crociere, pubblicità delle attrezzature, linee e piani velici, tra cui i rilievi eseguiti da Carlo Sciarrelli in occasione del restauro del ’93, e dettagli d’arredo interno – per i quali Moya era nota. Paolo Rumiz, scrittore, viaggiatore di bicicletta e di barche inframmezza il testo del libro con suggestioni, visioni e considerazioni, testimoniando quanto la barca sia in realtà uno strumento per i viaggiatori della mente.

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